filosofia del nonsense


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rifletto sulla problematica filosofica del nonsense,per attuare una sintesi tra il pensiero orientale e occidentale, nella forma di un diario filosofico.

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sabato, novembre 28, 2009
 

pericolo dell'idea fissa e la ricerca di Dio, l'uomo ideale come residuo divino, regno dei cieli non più sulla terra ma in cielo, pernicioso in cielo come sulla terra, il senso e le sue maschere, niente meta né traguardo, né codice né assenza di codice, la spietata indifferenza degli dèi, che seppero strapparle ogni attributo, anche la spietatezza, futuro anziché presente che è qui ma non divinizzato, vita che non sia illusoria pena l'ennesima eterna ricerca del senso, la normalità come premio/condanna dell'esorcista del nudo, e poi qualsiasi artista non corre pericoli, tutti tranne il funambolo, che o cade o non cade dando prova di sé, non cambiare non cambiare tes tesso, non sarebbe sempre l'Avversario che così ci incita, diffile discernere se solo lo si dovesse, e infine: giudizio muscolare sulle verità e i giudizi --

postato da lenny | 10:59 |
 

il privo di senso come dimensione intermedia, nihilismo come rifiuto del vero e del falso, richten zu Grunde: andare in rovina, ma anche volgersi al Fondamento, seppellirsi tra le ceneri del senso, il nobile potrebbe essere l'antidoto alla folla e niente di più, la proiezione e il transfert come meccanismi cognitivi, impenetrabili, diffusissimi, creduti e caldeggiati, persino -- silenzio può essere solo il ripudio dell'ambizione -- rosi dall'ambizione o dal tarlo dell'eremitaggio -- ti do quindi rendimi di più, solo il satanico sulla bocca del mercante --

postato da lenny | 10:12 |
 

dove c'è divenire si potrà usare ancora la lingua? neanche l'alingua, intendo -- serpi villose sulle tracce della notte, che altro resta talora se non la follia?, il caos senza organismi, ma non vi aggrappate alle parole, non, vi aggrappate alle parole, non a loro -- farebbero come il granchio che aiutate a traversare la riva, già, prajnaparamita, ma che altro vuole il nichilista se non non perdersi nelle trappole del valore? che persegua un non valore è discorso provvisorio, non discorso, io dico nonsense e la parola non mi infetta la bocca, né i denti, loro sono separati, non li contraggo né li digrigno, si può rilassare un'arcata? Sinnlosigkeit o il suo contrario, questo penserò sino alla fine dei miei giorni nel conflitto interiore che dilaniò spiriti ben più saldi, non ne dico il nome è noto, non raggiungere non raggiungere la generalizzazione, meno che mai il complessivo, la linea di massima, il perlopiù, il più di tutto, il primo luogo, l'assetto, il compendio, l'enunciazione, la volontà di sperperare parole dove il silenzio è plumbeo --

postato da lenny | 10:00 |
 

zarathustra oggi, il regolare che non è il necessario, non necessariamente, e non regolarmente, l'interpretazione dice necessario (notwendig), la vista dice regolare (regelmaessig), due cose soggetto e oggetto, causa effetto, incommensurabili, diversi, non uguali, e non è una precisazione superflu, dopo aver detto...già, dopo aver detto, cosa? non sarò io a saperlo, che altro da creare che altro da creare?, vero della logica e degli imperativi, vero della forza e dell'etico, l'atomo ci impedisce di credere alla logica, la non chiarezza velerà la comunicazione, come una barca a vela, a dispetto della linguistica e della semiotica, mai si era detto di più di quando si era oscuri e poco quandi si era chiari, ma allora? già, proprio così, un caos che non sarà mai logicizzato (Zhuangzi), caos strutturato è parola che fa ridere, che deride, colui che la usa, cautela fuorviante, quella sì innecessaria, se mai ve ne fu una...così, wieder erkennbar è la semplificazione, libertà al conosciuto invece, con Krishnamurti, ultimo figlio di Dioniso, Dioniso lui stesso, stando ai suoi denigratori, rosa di nessuno rosa del nulla, io colsi, nonsense caos delle sensazioni, niente apparenza parola per timidi, pudichi, esorcisti del nudo, Erscheinung, Dinge, Hypothese, parole per timidi, ecc., coloro che non seppero o non vollero distanziarsi dalla massa, che sia crowd o Volk, che possa essere Volk atterrisce, un po', l'azione potrebbe accontentarsi del grossolano?, riflettere sui fondamenti del linguaggio per scoprirvi il nonsense, tutto è possibile, e anche il possibile era un fantasma, il senso c'è, non c'è, non c'è e c'è, né c'è e non c'è né non c'è e c'è, fino a che punto diversi, o ignoti, o illusori? illusori? lasciare la parola al credente, che non fa a meno, lui o lei non si priva delle Hinterwelten, no, proprio così, e paga il suo debito alla semplificazione, inseguendo la comunicazione impossibile, la folla è solitaria, o il coro degli schiavi collettivi e soli, l'asino che si pasce delle argomentazioni le scambia per vere, per una ricerca disinteressata del vero, ma quando si è già detto tutto, che altro dire? già, che altro?, non si cammina sulle spalle degli Antichi, the Old Ones, Nietzsche tra loro, a dispetto della cronologia, sì, una volta si pensava all'abitudine grammaticale, ora non più, si vorrebbe almeno, e gli opposti si inculcano, con la c marcata, o alla toscana, situazione situazione di scopo, fosti mai tanto distante come adesso?, situazione che presenti una meta e la deludi, la cancelli, appena la proponi, sì, e ancora --

postato da lenny | 09:53 |


martedì, novembre 24, 2009
 

ecco alcuni stralci dall'intervista di domenica sul Resto del Carlino di Ascoli Piceno e Fermo, riguardo agli Incontri di filosofia di Ripatransone; il primo, il 28 novembre prossimo alle 16.

 

      Cosa significa il titolo degli Incontri di filosofia “La biblioteca di Babele”?

 

Mi richiamo all’eponimo racconto di Borges. In questa biblioteca ideale, metafora dell’universo, sono presenti tutti i libri, di cui gli uomini cercano di scoprire il senso. Libri, come tutti noi, mai uguali tra loro, che chiedono di essere interpretati, e soprattutto vissuti. Negli Incontri commenterò alcuni dei principali testi filosofici in cui mi sono imbattuto e che invitano l’uomo contemporaneo a scavare dentro di sé.

 

Come si articoleranno gli Incontri?

 

Sono nella seconda fase della vita, in tempo di bilanci. Vorrei trasmettere cognizioni utili. Presenterò cinque opere, tentando di evitare un’ambientazione accademica. Mi concentrerò sul significato esistenziale delle opere, spingendo l’allievo a riflettere sulla propria esperienza, sul vissuto.

 

      Nell’era di Internet la filosofia è sempre attuale?

 

      Più che mai, ma sul Web si è inondati da una massa di informazioni sterminate.  Ci si può smarrire. Mi interessa la comprensione, più che la conoscenza libresca. La conoscenza sarebbe utile, ma può intralciare. L’uomo contemporaneo è affamato di una filosofia pratica, che gli permetta di vivere in sintonia con la propria vocazione interiore.

 

Quali testi ha scelto?

 

Così parlò Zarathustra di Nietzsche (una nuova concezione della filosofia), Daodejing (una delle opere più antiche del pensiero cinese), Frammenti di un insegnamento sconosciuto di Ouspensky (come destarsi dal sonno della ragione), e Ricordi, sogni e riflessioni di Carl Jung (la biografia come ricerca filosofica). La quinta opera verrà scelta insieme agli allievi durante il percorso. Utilizzerò video e musiche di sottofondo.

 

Cosa raccomanda agli iscritti?

 

Di mettersi in discussione e ridimensionare i pregiudizi. Per partecipare al Corso non occorrono specifiche conoscenze filosofiche, bensì un’apertura mentale, salutare in qualsiasi lavoro o attività.

*

Riguardo a me, la mia attività si muove su due binari, il filosofico e il letterario, nelle forme del saggio e del romanzo. Ho formulato una teoria del nonsense che cerca di fondere l’Oriente e l’Occidente per consentire la realizzazione interiore dell’uomo; cfr. Del nonsense (Quattroventi) e Il sogno della farfalla (Pendragon). L’aspetto musicale ne è parte integrante, cfr. il mio disco NoThought (Dharmasound).

 

postato da lenny | 19:38 |


giovedì, novembre 12, 2009
 

il testimone lo sa che si scherza, ovunque --  smorzare il ritratto interiore, qualunque esso sia (il maestro, il debole, ecc.) -- IO SO -- laddove l'io venga disapprovato, contestato, obnubilato -- la scrittura e la musica possono essere fini a se stesse, non per abbagliare o per sentirsi superiori, senso di inferiorità latente, ecc. -- stimolati dagli errori propri (e altrui) -- non proprio il we love you  stonesiano, ma ci va vicino -- né prescrizione né tabù: questo intendo -- il critico è messo alla porta (senza riguardi?) -- il denaro: dove? -- non c'è né c'è stato né sarà mai un altro come me: quante volte lo scordiamo? -- thoughts are things: et donc... non pensiero, non pensiero -- l'ispirazione senza cura (Sorge) della fama: l'ispirazione zarathustriana anziché la fama b.a -- godere, godere, godere senza aspettative specialistiche; dirsi esperti come antidoto alla frutta -- l'esperto e il beginner soli e uguali -- come quando dicevo: "ecco la fine di una giornata stupenda, per il coro degli schiavi collettivi e soli" -- parlerò di me solo se invocato (non imboccato) -- emotività everywhere -- solo così si va, si va si...va -- rifiutare la malattia e la pandemia: la danzatrice e il filosofo -- silenzio di Cage come punto d'arrivo della spiritualità non del sentire -- dove non del  vale come e del  -- calarsi nel pozzo della memoria -- comics rivedo rileggo riprovo -- lascia lascia il controllo allo shen -- dove c'è ruga c'è sintonia o adattamento: compiere gli stessi passi, a seconda dell'epoca --

postato da lenny | 08:15 |
 
tutto serve nel passato e nel presente --
postato da lenny | 08:00 |


domenica, novembre 08, 2009
 
l'ossessione non ci distoglie dal meaning, bensì dal nonsense -- (whispered at Colin Wilson's ears)
postato da lenny | 23:16 |
 
che il dubbio non divenga dogmatico come la certezza --
postato da lenny | 11:17 |
 
rivedere il ruolo dell'immaginazione, non verso Freud o Marx, o i sufi, bensì verso Maslow --
postato da lenny | 11:07 |